Il progetto per contrastare e contenere il fenomeno del bullismo in Puglia prende avvio dall’accordo tra Regione Puglia, Ufficio Scolastico Regionale e CSV Puglia Net.
L’iniziativa, che si differenzia notevolmente rispetto alle misure correttive messe in atto dalle istituzioni scolastiche precedentemente, si pone l’obiettivo di trasformare le classiche sanzioni in attività per il volontariato, realizzando una vera e propria rivoluzione nei rapporti educativi.
L’idea alla base del progetto è infatti quella di riutilizzare il tempo dei ragazzi a cui è stata comminata una sanzione causata da comportamenti associati al fenomeno del bullismo, per diffondere la cultura della responsabilità sociale e promuoverne l’integrazione all’interno della Comunità.
La prima fase del progetto prevede l’individuazione degli istituti scolastici da coinvolgere nell’iniziativa e l’istituzione per ogni provincia di un’Unità di Valutazione. Quest’ultima ha il compito di esaminare il caso, di stabilire la tipologia d’intervento sociale commisurato al comportamento da sanzionare ed individuare l’associazione di volontariato presso cui il “colpevole” dovrà esercitare l’azione “riparatrice”. Così, ad esempio, un giorno di sospensione si trasforma in un mese di attività volontaria, tre giorni sono sostituiti da tre mesi di volontariato, 15 giorni di sospensione corrispondono a sei mesi presso organizzazioni che si occupano di soggetti fragili o che tutelano l’ambiente e il patrimonio o che promuovono cultura e benessere sul territorio.
L’attività di volontariato è svolta però solo dopo la sottoscrizione di un accordo scritto, definito patto etico, tra studente “sospeso” e organizzazione di volontariato. Il patto etico riveste un ruolo di particolare importanza in quanto ha la finalità da un lato di evitare che l’allontanamento temporaneo dalla scuola si trasformi in una scelta definitiva e dall’altro di promuovere il contatto con esperienze di vita alternative alla scelta di violenza, aggressività o prevaricazione.
Punto di forza del progetto è la sinergia che si crea tra più enti, istituzionali e non, impegnati già da vari mesi nel concordare strategie da attuare nel prossimo anno scolastico per fronteggiare il fenomeno del bullismo.
Secondo la strategia del progetto, il tempo indirizzato in attività di volontariato, tende a promuovere lo sviluppo dell’”intelligenza emotiva”, così come sancito dalla legge regionale 19/2006, costruita sulla conoscenza delle proprie emozioni, sul riconoscimento delle emozioni altrui, diventando funzionale all’esercizio dell’autocontrollo, alla tolleranza alla frustrazione e al potenziamento delle abilità relazionali.
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